Potatura del pino marittimo

Posted on

Il pino marittimo o pinastro, è una conifera appartenente alla famiglia delle Pinaceae originaria delle coste del Mediterraneo.

Periodicamente concimare il pino con concime a lenta cessione ricco di nutrienti e specifico per piante verdi. Il pino soffre le malattie e i parassiti delle conifere; le foglie gialle sono causate nella maggioranza dei casi da un parassita fungino la Sphaeropsis sapinea. sono vettori delle spore del fungo. Le foglie sono aghi a margine serrato, rigidi color verde scuro, leggermente incurvati e lunghi circa 4 cm, riuniti a coppie in fascette. Il legno di Pino mugo viene utilizzato come combustibile, in falegnameria, per fabbricare carbone, rivestimenti e arredi da interni. Esistono tantissime varietà di Pino mugo, derivate dalle due sottospecie naturali, mugo e uncinata, che producono cultivar nane e compatte o tendenti alla crescita eretta e in altezza, rispettivamente. Il pino mugo, che cresce sulle montagne dolomitiche, è utilizzato per le sue proprietà balsamiche e digestive nella preparazione di vari prodotti: dalle creme agli olii, dagli infusi alla grappa! Ricordiamoci che l’infestazione si propaga facilmente: i bruchi, dopo essersi nutriti degli aghi di una pianta, si trasferiscono in massa su un altro albero: vicini avvisati… Attenzione Iniziamo la risposta dicendo che le conifere sono un genere di piante molto ampio e composto da moltissime specie dalle caratteristiche genetiche e morfologiche anche molto diverse fra loto.

MALATTIE E PARASSITI DELLE PIANTE GRASSE: PARASSITA, FUNGO O FISIOPATIA?

  • Marciume radicale da armillaria
  • Marciume basale
  • Cancri corticali e rameali
  • Disseccamento delle foglie
  • Afidi o distruttori del legno
  • Cocciniglie, o larve di lepidotteri
  • Acari

Il Pino Silvestre (Pinus sylvestris) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle pinaceae che può raggiungere un’altezza di 20-40 m e un metro di diametro del tronco.

Gli aghi rigidi sono lunghi da 3 a 10 cm, ad andamento contorto, con diverse bande stomatali sia continue che discontinue, e persistono sulla pianta da 3 a 7 anni. Forma boschi puri oppure si associa a Larice, Pino rosso e Pino nero, oppure a ginepri, roverella o ancora può essere presente in boscaglie di ginestra e citiso. Il pino silvestre è adatto come esemplare isolato, in gruppi, affiancato ad altre conifere oppure a latifoglie. Si utilizza il metodo della raccolta a mano dei nidi come nella Processionaria del pino e bruciamento dei nidi stessi, eseguendo trattamenti appropriati . TENDREDINE: rossastra del pino: insetto imenottero che attacca il Pino nero il Pino mugo ed i Cembri , ed anche il Pino marittimo. MARCIUME: sono malattie causate da funghi che attaccano varie parti della pianta, sia nella parte aerea che nelle radici con diverse sintomatologie. Prima seccano i rami più alti, che perdono quella colorazione verde brillante tipica degli aghi di pino. E poi spiega perché quegli splendidi esemplari di pinus pinaster, meglio conosciuto come pino marittimo, stanno seccando a una velocità incredibile. «Si tratta di un parassita - dice -, chiamato Matsucoccus che attacca soltanto il pino marittimo.

Come si combattono le malattie delle piante grasse?

  • Il pino mugo, detto anche pino nano, è un arbusto che cresce spontaneamente nelle zone montuose, in particolare è molto visita : pino mugo

agarico bianco, fungo parassita delle conifere; è

Il pissode o punteruolo del pino è un coleottero polifago appartenente alla famiglia dei curcolonidi che attacca il pino e le conifere in generale. Gli adulti del punteruolo del pino sono lunghi circa 5-8 millimetri, un corpo di forma cilindrica ed il tipo rostro boccale allungato. Di colore bruno-nocciola con macchie e striature trasversali ocra su le elitre questi insetti sono in grado di attaccare anche altri insetti della loro stessa tipologia per predominare sulla pianta. Entrambe le forme del pissode del pino sono fautrici di danni, scavando all’interno della pianta. Le gallerie scavate dalle larve di punteruolo del pino hanno un andamento ascendente, arrivando fino all’impalcatura delle branche arrivando alle diramazioni dei rametti più piccoli. Le piante “reagiscono” all’attacco, con degli arrossamenti e delle necrosi sugli aghi. Sono due le tipologie di pissode che attaccano in particolare nel nostro paese, una specifica del solo pino ed una che predilige l’abete bianco. In alcuni ambienti, inserire dei Picchi, può rivelarsi utile: sono particolarmente ghiotti del punteruolo del pino. A volte, lavare le foglie della pianta con soluzioni naturali aiuta a tener lontani i parassiti; anche gli insetti a volte sono benefici per la pianta.

Caratteristiche del Pino marittimo

  • La fine dell’autunno è un buon periodo, poiché le radici entrano in riposo vegetativo
  • L’inizio della primavera è un periodo altrettanto buono per piantare le conifere

Le radici delle piante, poiché si trovano a contatto con il terreno, sono molto soggette all’attacco di agenti patogeni e parassiti.

Ancora meno conosciute sono le malattie del colletto, la zona di congiunzione tra il fusto e le radici delle piante. Specie: M. feytaudi Ducasse Piante ospiti: Pino marittimo. Vive su Pinus pinaster, cioè sul pino marittimo, di cui colonizza la corteccia sia del tronco e dei rami, sia delle radici che spuntano dal terreno. La pianta reagisce con abbondanti emissioni resinose, ingiallimenti ed arrossamenti della chioma ed una intensa caduta degli aghi. In questa scheda parliamo infatti del pino comune, conosciuto anche come pino, pino domestico o pino marittimo. Il pino marittimo o domestico è una conifera sempreverde, quindi un albero, appartenente alla famiglia delle pinaceae. Nelle zone mediterranee e calde, invece, il pino marittimo crea delle pinete anche a mille metri di altezza. Le foglie del pino domestico sono in realtà degli aghi appuntiti e coriacei riuniti a due, tre o cinque mazzetti. Le foglie principali, dette “aghi primari”, vengono sostituite, dopo quattro anni, da altri aghi secondari che costituiscono la chioma definitiva della pianta adulta.

Potatura del pino marittimo

I fiori del pino domestico non si presentano come gli altri, per i neofiti sono addirittura difficili da individuare.

I pinoli, quelli che si usano per condire il pesto genovese, sono proprio i semi del pino marittimo. Ogni cono, che rappresenta anche il frutto o lo pseudofrutto del pino, contiene solo due semi. Il legname del pino è molto pesante e resinoso, con durame giallo rosso e albume bianco rosa. Le radici del pino marittimo riescono facilmente a penetrare in qualsiasi tipo di terreno assorbendone anche tutti gli elementi nutritivi , soprattutto il fosforo. Proprio per la forza delle radici e dei rami, il pino domestico viene usato per operazioni di rimboschimento e come barriera frangivento. Il pino marittimo è conosciuto anche come pino comune, pino domestico, pino da pinoli o più semplicemente pino. In realtà, le due specie sono identiche e rappresentano un’unica varietà di albero, tanto che il pino domestico e il pino marittimo identificano ormai lo stesso albero. Non esistono altre varietà di pino comune, anche perché quest’ultimo è una sub varietà dei pini. Esistono però delle varietà mediterranee che possono essere assimilate al pino marittimo per via delle loro caratteristiche e del loro ciclo di fruttificazione triennale.

Galleria foto Pino marittimo

Da buona pianta mediterranea, però, il pino marittimo non tollera il gelo e la neve.

Il pino marittimo è un albero che può essere attaccato dalle larve di un lepidottero chiamato “processionaria”. Talvolta, il pino marittimo può essere attaccato anche dagli afidi del cedro, insetti che si nutrono della linfa vegetale privando la pianta dell’energia necessaria per crescere. L’apparato radicale del pino può anche essere attaccato da funghi che si sviluppano in caso di ristagni idrici o terreni troppo umidi. Molti esemplari di pino domestico vengono danneggiati anche dall’inquinamento marino. Il pino occupa anche un posto di primo piano nelle leggende e nella mitologia. Le gemme e la resina che si estrae dalla corteccia del pino sono usate da secoli nella medicina popolare. Resina e gemme del pino marittimo hanno proprietà antinfiammatorie, antisettiche, diuretiche, balsamiche ed espettoranti. Gli aghi di pino sono tuttora utilizzati per produrre materassi adatti alle persone che soffrono di reumatismi. Le specie più colpite sono quelle del genere Pinus e in particolare il pino nero , ma è facile trovarne anche su piante di cedro.

Cocciniglia del pino marittimo - Matsucoccus feytaudi Ducasse Atlante di Entomologia Agraria - Insetti utili e dannosi

Nonostante la modesta dimensione, le larve sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi già subito dopo la nascita.

Questi ultimi possono produrre delle sostanze che stimolano la diffusione del fungo lungo tutta la pianta. Altri sintomi di malattie e parassiti delle piante possono essere l’ingiallimento delle foglie o le macchie sulle stesse. Le macchie biancastre simili alla farina e al cotone, si possono formare anche a causa dell’attacco della cocciniglia cotonosa, insetto composto proprio da un dorso bianco e farinoso. Altri metodi naturali e chimici di lotta ai parassiti delle piante sono contenuti nei singoli articoli della nostra sezione. Tra le diverse specie, una particolarmente diffusa e importante è quella del pino marittimo, nome comune per pinus pinaster, anch’esso come ovvio appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Questa si ottiene - specialmente durante la stagione estiva - attraverso delle incisioni che vengono effettuate sull’albero grazie ad appositi arnesi affilati, che mettono in risalto i canali della resina. Il pino marittimo, si è detto, ha foglie aghiformi con una presenza di aghi lunghi dai 10 ai 25 centimetri. Il pino ha potenti radici, quindi è necessario coltivarlo in uno spazio distante dai muri di edifici per evitare che si verifichino dei danni alle pareti. Tuttavia un serio attacco al pinaster può essere apportato dalla cosiddetta “cocciniglia corticola del pino marittimo”.

Pino marittimo - Pinus pinaster

Tale cocciniglia è un parassita molto aggressivo e feroce, quindi è necessario intervenire preventivamente con quei procedimenti “selviculturali” che portano alla diversificazione dei soprassuoli puri del pino marittimo.

Basta stropicciare gli aghi del pino e odorarne l’essenza. Il pino da pinoli sprigionerà un profumo simile appunto a quello dei pinoli, più delicato e leggero dell’altra varietà, mentre quello marittimo uno molto più intenso e aspro. Questo Lepidottero attacca soprattutto alcune specie di pino, come il pino domestico, il pino nero, il pino silvestre e il pino d’Aleppo. Un altro nome con cui vengono definite è aghifoglie, proprio perché le loro foglie sono spesso molto sottili e allungate, proprio come degli aghi. Tuttavia esistono delle specie di conifere che hanno foglie piatte e larghe e sono quelle che appartengono alla famiglia delle Araucariaceae. Sono inoltre consigliati dei prodotti anticlorosi se le conifere sono poste in terreni troppo pesanti o calcarei, motivo per il quale i germogli delle piante possono tendere ad ingiallirsi. Anche le malattie che colpiscono e conifere sono legate al reimpianto delle piantine in terreni sbagliati o in condizioni di habitat non ottimali. Attacchi di questo fungo sono stati segnalati anche su faggio, pino laricio, douglasia e abete rosso. Dopo circa 3-5 anni dall’attacco del parassita , il Pino inizia ad espellere la propria resina all’esterno.

Alcuni consigli sul pino. Prevenire e curare problemi del pino

CLICCA QUI Il Pino domestic (Pinus pinea) detto anche Pino da pinoli è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae che arriva a 25-30 m di altezza.

Le foglie portate dai brachiblasti e disposte a spirale sono aghi appuntiti e pungenti, rigidi, verdi dalla sfumatura più o meno glauca, a margine dentato. Contengono canali resiniferi e quando piove rilasciano sostanze che una volta cadute al suolo possono inibire la germinazione di altre piante incluso il frumento e lo stesso Pino marittimo. Per le sue caratteristiche il Pino marittimo è ideale in filari in ambienti costieri, come frangivento oppure come barriera per non far avanzare le dune di sabbia. La corteccia del Pino marittimo si usa come pacciamatura. In realtà al giorno d’oggi l’utilizzo del pino marittimo è più legato al consolidamento delle spiagge e dei litorali che ad una funzione produttiva vera e propria. Un tempo il pino marittimo era utilizzato e sfruttato anche per la sua produzione di resina ma attualmente questa funzione produttiva è svanita. Segnaliamo le tre sottospecie di Pino marittimo: Pinaster che colonizza le coste atlantiche, Escarena delle coste del Mediterraneo, e Renoui tipica dei monti dell’Atlante. Questo perché in primavera la pianta mostra le sue prime foglie, o meglio i suoi aghi, mentre in autunno questi cadono a terra. Usualmente, la potatura del pino marittimo viene realizzata esclusivamente per far sviluppare al meglio la chioma o ancora per ripulire la pianta dai rami più secchi.

Insetti che attaccano il pino e l’abete

Un errore da non compiere è la cimatura del pino, ossia il taglio della punta.

In questo caso il pino marittimo non avrebbe la capacità di ricreare nuovi rami laddove sono stati recisi e questo, causerebbe uno scompenso significante nella sua crescita. Solitamente gli aghi caduti ai piedi delle conifere, contribuiscono a rendere il terreno più acido e quindi migliore per la conifera stessa. I nidi compaiono alla fine dell’autunno e causano una necrosi alle foglie della pianta, causandone, se l’infestazione non viene debellata, anche la morte. Tra i parassiti che infestano le conifere, in particolare l’abete e il pino ricordiamo gli afidi e gli insetti. Lazio n°39/2002) Il Blastofago causa danni molto gravi che spesso, come conseguenza dei numerosi cicli che l’insetto completa sull’ospite, terminano con la morte del Pino. La chioma si dirada progressivamente; tutti i danni descritti infatti sono irreversibili: il Pino non è in grado di rispondere all’offensiva del Tomicus producendo nuovi rametti. Essi si formano per lo più a livello della lettiera, inseriti alla base delle piante morte o delle ceppaie o sopra le radici emergenti dal terreno.